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Un Po in viaggio: una storia di avventura e di formazione personale

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E così, alla fine, Giuseppe Masili e Davide Posenato hanno terminato con successo il loro viaggio sul Po. Hanno remato, sperato, lottato, vissuto per undici giorni da San Mauro Torinese fino a Pila, in un percorso non sempre facile di avventura e di formazione personale che li vede oggi soddisfatti per aver compiuto l’impresa.

Se avessi scritto queste righe la settimana scorsa, subito dopo il loro arrivo nel Delta, probabilmente sarebbero state interpretate come un pezzo di cronaca. Per questo ho preferito aspettare qualche giorno, proprio per dare una valenza diversa a questo loro viaggio sia di esplorazione che di conoscenza.

Giuseppe e Davide, che pur avevano un nobile motivo umanitario per compiere questo viaggio, hanno trovato lungo il Po motivazioni nuove e sconosciute che oggi raccontano con grande entusiasmo e serenità.

Viaggiare lentamente sull’acqua dei nostri fiumi è un atto sociale ed estetico” hanno scritto i Gruppi di Azione Fluviale nel documento della loro fondazione, perchè “gaffista si diventa, non si nasce. Lo si diventa mantenendo la capacità di sognare e allo stesso tempo la voglia di approfondire”. Ora Giuseppe e Davide si sono appropriati di queste parole e ne comprendono il significato più profondo.

Lo si capisce da quello che raccontano e da “come” lo raccontano. E la loro storia si somma a quella di altri che hanno scoperto in esperienze simili una motivazione nuova per vivere in maniera più completa la loro quotidianità.

Giuseppe e Davide hanno affrontato il viaggio e hanno vinto. Non hanno certo vinto il fiume (che non ha nessuna intenzione né il bisogno di essere vinto). Hanno vinto una tappa importante della loro vita. E non è poco.