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Libro “Un Po di sete”, storie di persone e di bici durante la grande siccità

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Il libro “Un Po di sete” si prepara per una sorta di tourné primaverile attraverso piccoli e grandi centri situati accanto al fiume. Riunisce le storie di persone e di paesaggi incontrati durante un viaggio in bicicletta lungo il corso del Po, da Torino al delta, effettuato alla fine dell’estate 2022, dopo che la siccità aveva ridotto il fiume ad un torrente. Costituisce inoltre una sorta di metaforico ponte fra la Pianura Padana ed una terra ancor più flagellata dalla siccità. Si inserisce infatti nelle iniziative di solidarietà dell’associazione Il Vercellese verso Santa Cruz. L’associazione ha sede a Santhià, in provincia di Vercelli. Santa Cruz è una circoscrizione amministrativa della Repubblica di Capo Verde, uno Stato insulare dell’Africa orientale.

Sebbene pubblicato nell’autunno scorso, “Un Po di sete” verrà presentato durante le prossime settimane in molte delle città che si trovano lungo il fiume e che l’itinerario in bici ha toccato. “Stiamo mettendo a punto il calendario”, spiega Germana Vercellino, fondatrice de Il Vercellese verso Santa Cruz, che ha partecipato al viaggio: ma a modo suo.

Racconta Vercellino: “Nel giugno 2022 è venuto da noi a Santhià il sindaco di Santa Cruz. Eravamo a tavola, si chiacchierava e il discorso è caduto sulla siccità. Interviene il sindaco: Voi vi lamentate, ma da noi sono cinque anni che piove poco o niente. E allora un nostro volontario se ne esce dicendo: Potremmo percorrere in bicicletta tutto il corso del Po, richiamando l’attenzione su siccità e problemi ambientali e magari ricavandone qualcosa per Capo Verde”.

Sembrava solo una battuta ma – ripercorre Germana Vercellino – quella stessa sera l’idea ha cominciato a prendere corpo. Due persone si sono fatte avanti per pedalare lungo la ciclovia VenTo e le altre ciclabili del Po: Pierluigi Cane, sessantenne appassionato di ciclismo, e Luigi Zai, alle soglie dei 70 anni, che ha preferito affidarsi ad un’e-bike per contare su un piccolo motore elettrico nei momenti difficili e che successivamente ha scritto i testi di “Un Po di sete”. Riprende Germana Vercellino: “Quella sera io ho detto: Andate pure, io vi accompagno. Ma in auto”. Aggiunge: “Sa com’è, ho 67 anni e non ero allenata”.

Dall’auto, Germana Vercellino ha curato la logistica e ha fatto da punto d’appoggio. Altri, in bici e talvolta su quattro ruote, si sono uniti per alcuni tratti alla piccola carovana. Partenza da Torino il 25 settembre, quando le prime piogge autunnali avevano già dato un qualche sollievo alla magra epocale 2022 del Po, soprattutto nel basso corso del fiume. Arrivo il 3 ottobre a Porto Viro, all’estremità del delta. Nella galleria fotografica qui sotto, alcuni momenti del viaggio. Clic sulle immagini per ingrandirle.

Sarebbe riduttivo considerare “Un Po di sete” la descrizione di un viaggio lento lungo un fiume reso anemico dalla siccità. Non ci sono solo itinerari, paesaggi riarsi, monumenti, schede Slow Food dei prodotti locali. Nel libro c’è soprattutto la gente: incontri casuali verificatisi al tavolino di un bar oppure lungo le ciclabili, così come con gli agricoltori nei campi, i pescatori schierati sulla riva del fiume, gli apicoltori, i custodi dei musei… Da quegli incontri emerge, incredibile ma vero, un’Italia di provincia che racconta di sé senza diffidenza a perfetti sconosciuti e che è disposta a dar loro una mano – o anche tutte e due le mani, se serve – per aiutarli a superare imprevisti e difficoltà.

“Un Po di sete”, 198 pagine con tante foto a colori, non è in vendita nelle librerie. E’ possibile acquistarlo durante gli incontri di presentazione che vengono organizzati in questi giorni e che si svolgeranno nelle prossime settimane. Il prezzo è di 17 euro. In alternativa, scrivere a Il Vercellese verso Santa Cruz: bisogna aggiungere due euro per le spese di spedizione.

Tutto il ricavato va ad iniziative di solidarietà con Santa Cruz. L’associazione, a partire dal 2009, ha organizzato corsi di igiene degli alimenti, conservazione degli alimenti, apicoltura razionale. Si è anche interessata della sterilizzazione dei cani randagi, una cosa tutt’altro che superflua o accessoria. Infatti sono presenti in numero così grande da causare molti problemi alle attività umane.

Il denaro di “Un Po di sete” servirà per impermeabilizzare a Santa Cruz le cisterne incaricate di trattenere l’acqua: la scarsa e preziosa acqua che si riesce a raccogliere, perché in quei luoghi la siccità non è finita. Spiega Germana Vercellino: “Nel 2023 c’è stata finalmente un po’ di pioggia: ma davvero poca. Gli invasi sono ancora tutti vuoti, tranne uno che è pieno solo per una modesta parte. Per avere acqua ad uso domestico devono affidarsi agli impianti di dissalazione, ma non si può far conto su quell’acqua anche per l’agricoltura”.