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Sorgerà sul Panaro una nuova centrale da 1,5 milioni di Kw. A breve il via libera del comune di Modena

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di Gian Luigi Casalgrandi

Avrà una potenza di 1,5 milioni di kilowatt annui da fonti rinnovabili la nuova centrale idroelettrica prevista sulle rive del Panaro, a San Donnino di Modena. A proporla al Comune tramite una variante al Poc è la società Dgm, la stessa da cui proviene l’idea di un impianto analogo realizzato a Castellarano, nel Reggiano. A San Donnino la società investirà 1,8 milioni di euro. pari ai costi dell’opera, facendosi carico anche degli esborsi per gli espropri. In particolare verranno espropriati tre mappali, i diretti interessati sono già stati avvisati dell’avanzamento del progetto. Ad acquistare l’energia a San Donnino sarà Hera, che si occupa della distribuzione tramite alcuni impianti da realizzare in una delle aree espropriate. Il Comune ha una certa fretta di procedere: la Provincia, cui il procedimento fa capo dopo la delega della Regione, ha comunicato l’approvazione da parte della Conferenza dei servizi (Arpa, Aipo, Sovrintendenza, Hera…) della valutazione d’impatto ambientale il 9 febbraio scorso. Dopo la convalida da parte del comune partiranno gli espropri per realizzare la nuova centrale che opererà per 30 anni, al termine dei quali verrà smantellata. L’assessore all’Urbanistica Anna Maria Vandelli ha spiegato in precisando che dell’impianto beneficerà da un punto di vista ambientale tutto il territorio comunale. commissione che la variante non cambia la destinazione dell’area, che resta rurale.  Dopo anni di dismissioni e la chiusura di altri impianti simili, ma di piccole dimensioni come quello ricavato nell’ex mulino di Savignano alimentato dalle acque del Canale Torbido, ora (finalmente), si ricomincia a investire sulle energie rinnovabili come l’acqua, bene primario, e fonte alternativa ai combustibili fossili, inquinanti e sempre più rari e costosi. Un modo per rivitalizzare l’antico corso del Panaro uno dei due importanti fiumi modenesi che, partendo dalla foce dopo avere attraversato parte dell’Emilia Romagna scarica le sue acque nel Po.