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Sinistra Secchia al sicuro e intervento a Quistello – Riceviamo e pubblichiamo

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Importante intervento a Quistello per la sicurezza idraulica di Suzzara, Pegognaga, Motteggiana, Luzzara, Gonzaga, Moglia del mantovano nonchè Guastalla Luzzara e Reggiolo per il Reggiano.

Quistello (Mantova, 4 marzo 2015) – Movimento franoso rimosso e scarpata consolidata a garanzia del regolare deflusso delle acque provenienti dai centri del sinistra Secchia: Suzzara, Pegognaga, Motteggiana, Luzzara, Gonzaga, Moglia, per la provincia di Mantova e Guastalla Luzzara e Reggiolo per quella di Reggio Emilia. Accade a Quistello di Mantova grazie all’intervento del Consorzio di Bonifica Terre dei Gonzaga in Destra Po.
“Le opere eseguite sui canali di scolo dal Consorzio di Bonifica Terre dei Gonzaga in Destra Po – dichiara Ada Giorgi, presidente – sono indispensabili per la sicurezza dei territori, oltre che della cittadinanza. A seguito delle piene, spesso accade che si originino dei movimenti franosi di dimensioni più o meno estese, che interessano le scarpate dei canali, a volte già indeboliti dalle tane di animali come nutrie o gamberi; sono fenomeni frequenti ai quali il consorzio pone rimedio con una attività tempestiva e costante”.
“Il canale in oggetto (emissario Agro Mantovano Reggiano) in località Saliceti di Quistello presentava un vasto movimento franoso su una sponda – aggiunge Raffaele Monica, direttore del Consorzio di Bonifica Terre dei Gonzaga in destra Po -; si tratta di un corso d’acqua strategico per il territorio, dato che scola un bacino di circa 33.000 ettari, con portata di oltre 40 mc/s in piena. Scola tutti i centri abitati del sinistra Secchia: Suzzara, Pegognaga, Motteggiana, Luzzara, Gonzaga, Moglia, per la provincia di Mantova e Guastalla, Luzzara e Reggiolo per quella di Reggio Emilia”.
Che cosa era successo?
“Durante la fase di rapido abbassamento dei livelli idrici in conclusione di una piena – spiega Monica -, le lame di terra perdono la loro stabilità. A seguito del loro aumento di peso per la saturazione dall’acqua del canale durante i massimi livelli, scivolano sulla superficie inclinata fino al fondo del canale. Questo genere di smottamento è tipico dei terreni argillosi: “nel caso specifico, la frana della scarpata arginale – della lunghezza di circa 100 metri – aveva interessato anche la strada d’accesso in sommità, a servizio di alcuni fondi e di una azienda. Il consorzio aveva quindi immediatamente provveduto a realizzare una pista d’accesso alternativa. Inoltre il materiale franato ostacolava il normale deflusso nell’importante canale di bonifica”.
“Le opere, terminate a gennaio, progettate e dirette dai tecnici del consorzio, hanno riguardato il ripristino della scarpata arginale franata all’interno del canale”, conclude Monica.