Home Acqua e Territorio River Eye, l’intelligenza artificiale contro la plastica nel Po

River Eye, l’intelligenza artificiale contro la plastica nel Po

1081
0
CONDIVIDI
plastica nel po

E’ in funzione River Eye, l’intelligenza artificiale che combatte la plastica dispersa nel Po. Sul ponte di Ficarolo (Ferrara) un occhio elettronico riprende ciò che galleggia sul fiume. E’ in grado di individuare e contare gli oggetti di plastica con dimensioni superiori ai 5 centimetri. Questa sorta di censimento dell’immondizia servirà per stabilire se è il caso di installare un impianto automatizzato per raccoglierla ed inviarla al riciclo.

L’idea e la tecnologia sono di Blue Eco Line, una startup formata da giovani ingegneri usciti dalle università di Firenze e di Pisa. Un loro impianto pilota per raccogliere la plastica galleggiante – si chiama River Cleaner – è già allestito sul canale San Rocco, che sbocca nel porto di Marina di Grosseto. “Costa circa 100 mila euro e fa tutto da solo, praticamente senza intervento umano”, spiega Lorenzo Lubrano, co fondatore ed amministratore delegato di Blue Eco Line.

La realizzazione dell’impianto pilota per raccogliere la plastica galleggiante a Grosseto costituisce il premio che Blue Eco Line ha ottenuto partecipando ad un concorso organizzato da una multiutility toscana. L’occhio elettronico di Ficarolo che censisce la plastica nel Po è invece il frutto di un finanziamento (51 mila euro) della Regione Veneto e della collaborazione con l’associazione Plastic Free. Occhi elettronici analoghi a quello di Ficarolo sono presenti anche su Piave, Bacchiglione e Canalbianco. Si trovano rispettivamente ad Eraclea (Venezia), Adria (Rovigo) e Correzzola, in provincia di Padova.

Fondamentalmente, si tratta di telecamere collegate ad un’intelligenza artificiale alla quale è stato insegnato a riconoscere e considerare solo le immagini che ritraggono oggetti di plastica, tralasciando tutti i detriti organici che il fiume trascina con sé.

L’ “addestramento” dell’intelligenza artificiale è già avvenuto proprio a Ficarolo, dove Blue Eco Line ha installato una telecamera puntata sul Po nel maggio 2021. La terribile e lunga secca che si è conclusa solo nello scorso mese di maggio ha reso difficili le operazioni. “Il livello del fiume era così basso che la telecamera risultava spesso troppo lontana dall’acqua e non riusciva a riprendere immagini significative”, riassume Lubrano. Ma nei periodi in cui la portata del fiume non era troppo ridotta, il River Eye è riuscito prima ad “imparare” e poi a cominciare a funzionare. “Abbiamo così notato che sul Po passano in media 50 oggetti di plastica al giorno”, spiega Lubrano. Praticamente, uno ogni 28-29 minuti. “Significa che in un anno, presumibilmente, il Po porta in Adriatico quintali di plastica”.

In effetti, circa l’80% della plastica presente nei mari vi è stata trasportata dai fiumi. Vale anche per il Mediterraneo e per il Po. Reti da pesca perse o abbandonate e rifiuti provenienti da imbarcazioni e spiagge rappresentano solo una piccola parte del totale. Del resto, se si lascia in giro l’immarcescibile plastica prima o poi la pioggia la trasporta in un fosso. Quest’ultimo finisce in un fiume che a sua volta sbocca in mare.

Anche se il River Eye è in grado di individuare oggetti di plastica con dimensioni di almeno 5 centimetri, Blue Eco Line lo sta “istruendo” affinché arrivi a 2,5 centimetri. Sono le dimensioni per le quali è tarato l’impianto automatizzato di raccolta River Cleaner. Si tratta di una barriera galleggiante che intercetta la plastica e la conduce a riva. Qui un nastro trasportatore alimentato da pannelli solari instrada la plastica verso un contenitore situato a terra. All’azienda rifiuti resta solo il disturbo di trasportare il contenitore, quando è pieno, ad un impianto di riciclo.