Home Acqua e Territorio Cosa sono le riserve Mab Unesco lungo il Po che ora si...

Cosa sono le riserve Mab Unesco lungo il Po che ora si prendono per mano

305
0
CONDIVIDI
riserve mab unesco lungo il po

Le cinque riserve Mab Unesco situate lungo il corso del Po si prendono per mano. Dal Monviso al delta, il mese scorso hanno firmato un accordo di coordinamento la cui segreteria fa capo all’Autorità Distrettuale di Bacino del Po. Il debutto pubblico è previsto a Torino, in occasione della mostra “Change! Ieri, oggi, domani. Il Po” in programma a Palazzo Madama in giugno.

Oltre ad accompagnare il Po dalle sorgenti all’Adriatico, le cinque riserve in questione hanno in comune una cosa fondamentale. Fanno capo all’Unesco,  l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, e al suo programma “Man and biosphere” (“Uomo e biosfera”): donde appunto la sigla Mab. Si tratta di aree caratterizzate da una relazione particolarmente stretta tra attività umane ed ambiente naturale. Il programma Unesco mira a promuovervi uno sviluppo sostenibile e tale da salvaguardare appunto l’ambiente. Ecco i nomi di quelle che costellano il Po: Riserva del Monviso (la culla del Po bambino); Collina di Torino; Ticino, Val Grande, Verbano; Po Grande; Biosfera Delta Po. La cartina qui sotto mostra la distribuzione di queste riserve Mab Unesco lungo il corso del Po. In bianco il bacino del fiume.

riserve mab unesco lungo il po

Come mostra la cartina, la riserva Mab Unesco del Ticino, seppure affacciata sul Po, si estende principalmente lungo questo suo affluente e la Mab Unesco del Monviso al confine si fonde con quella francese du Mont-Viso. Inoltre nel bacino del Po esistono altre tre  riserve Mab Unesco che non hanno a che fare con il fiume: Appennino Tosco Emiliano; Alpi Ledrensi e Judicarie; Val Camonica e Alto Sebino.

In Italia le riserve Mab Unesco sono complessivamente 19 – ecco l’elenco – e in tutto il mondo ce ne sono 748. Oltre all’interazione riconosciuta dall’Unesco fra ambiente ed attività umane, le uniscono un comune quadro statutario e la divisione interna in tre aree tendenzialmente concentriche. La più interna è quella, rigidamente protetta, di alto valore naturalistico. Vengono poi la zona cuscinetto e la zona di transizione, alle quali corrispondono altrettante gradazioni di intensità delle attività umane. Pur condividendo un budget (nel quadro di quello Unesco), governance e piani d’azione comuni, le riserve Mab Unesco vengono gestite e perlopiù finanziate a livello nazionale. L’Italia ad esempio nel 2023 ha messo a disposizione delle sue il denaro derivante dalle aste delle quote di emissione. La riserva Po Grande ha così speso quattro milioni per pedalare lungo il fiume.

Con il coordinamento appena istituito, le riserve Mab Unesco situate lungo il Po riconoscono la relazione dei rispettivi territori con il fiume, la sua acqua e i suoi affluenti. Si impegnano a sviluppare in modo coordinato le attività e tratteggiano un orizzonte fatto di azioni comuni. Questa collaborazione debutterà ufficialmente con la mostra “Change! Ieri, oggi, domani. Il Po”, che si aprirà a Torino lunedì 24 giugno: il giorno di San Giovanni, patrono della città. “Change!” esplora i cambiamenti del corso del Po avvenuti durante i millenni ed il ruolo del fiume nel plasmare il paesaggio e le attività umane.

Foto