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Rinaturazione del Po, primo appalto. Confronto fra vecchio e nuovo progetto

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rinaturazione del po con martin pescatore

Rinaturazione del Po, bandito l’appalto per il primo fra i cinque interventi che compongono il primo lotto. Riguarda un’area situata fra i comuni di Sorbolo-Mezzani e Viadana, a cavallo fra le province di Parma e Mantova. L’opposizione di pioppicoltori ed agricoltori alla prima versione del progetto ha comportato sforbiciate brutali. Lo mostrano le cartine pubblicate più avanti. Riportano la stesura originaria, messa a punto nell’estate 2023, e quella attuale.

Intanto stanno affluendo sul sito internet dell’Aipo, l’Agenzia Interregionale per il fiume Po incaricata di attuare la rinaturazione, i documenti relativi agli altri interventi del primo lotto. Segno che le gare d’appalto sono davvero vicine. Mentre scriviamo, sono disponibili tre ulteriori progetti definitivi. Anche a proposito di questi ultimi più avanti sono pubblicate le vecchie e nuove cartine. In un caso la differenza rispetto alla stesura originaria è considerevole; negli altri è più modesta.

La nuova stesura, di fatto imposta dal ministro dell’Ambiente, riduce ai minimi termini gli espropri dei campi e le revoche delle concessioni di coltivazione sui terreni demaniali, cioè pubblici, che costeggiano il Po. Questi ultimi vengono dati in affitto a prezzi molto bassi e generalmente sono adibiti a pioppeti. Praticamente, la rinaturazione del Po si limita ora ai luoghi in cui non sono in corso attività umane.

Il primo lotto della rinaturazione del Po riguarda cinque aree distribuite lungo 13 chilometri di sponde in Piemonte, Lombardia ed Emilia. Si tratta di ridurre l’artificialità dell’alveo, eliminare la vegetazione alloctona invasiva, rimboschire con alberi delle specie spontanee locali e consentire il ritorno delle zone umide. Se queste cinque aree saranno ultimate entro il 31 dicembre, si potrà procedere con il secondo lotto, altrimenti addio finanziamenti. La tabella di marcia, rigida ed inderogabile, discende dal Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza varato nel 2020 nel quale la rinaturazione è inserita. La spesa complessiva prevista è pari a 357 milioni.

Rinaturazione del Po, il primo appalto: Sorbolo-Mezzani e Viadana

L’appalto già bandito, quello relativo a Sorbolo-Mezzani e Viadana, comporta lavori per 6,2 milioni di euro. Le ditte possono presentare offerte fino al 17 maggio. Non resterà dunque molto tempo per eseguire le opere rispettando la scadenza del 31 dicembre: oltretutto gli imprevisti costellano ogni cantiere, come ha sperimentato chiunque abbia anche solo ristrutturato il bagno di casa.

L’intervento comporta innanzitutto l’abbassamento di un pennello di navigazione. I pennelli, costruiti negli Anni 60, sono come denti di un pettine perpendicolari alle sponde. Hanno lo scopo di deviare la corrente verso il centro del fiume, per far sì che venga a prodursi un profondo canale navigabile. La riduzione del pennello consentirà al Po di sormontarlo con frequenza. Verrà scavato un canale lungo circa 1300 metri per condurre l’acqua ad alimentare una zona umida e si creerà una duna lunga circa 900 metri ed alta uno, che sarà oggetto di un rimboschimento. L’appalto comprende anche la cura degli alberi per i cinque anni successivi alla messa a dimora.

La relazione che accompagna il progetto in sostanza ammette che una duna non è affatto tipica del paesaggio lungo il Po e giustifica questa scelta spiegando che la ridotta estensione dell’area oggetto di rinaturazione non consentiva di gestire altrimenti il terreno di risulta.

La relazione, insieme a tutti gli elaborati progettuali, è nell’area download del sito internet Aipo. Non è linkabile per la consultazione online: per leggerla bisogna cercare e scaricare la cartella di documenti che la contiene.

La galleria fotografica qui sotto presenta la nuova e la vecchia versione del progetto di rinaturazione per Sorbolo-Mezzani e Viadana. Anche la vecchia versione è nell’area download di Aipo. Da tutti questi documenti sono tratte le immagini, rielaborate rispetto a quelle originali attraverso l’aggiunta di scritte. Attenzione: ogni progetto, vecchio e nuovo, comprende decine di documenti e centinaia, migliaia di pagine. La galleria fotografica costituisce una sintesi veramente estrema: ma consente di farsi un’idea dei cambiamenti.

Come si nota nella seconda immagine, la vecchia versione comportava rimboschimenti molto più estesi. La terza immagine, nella quale si intuiscono la sagoma del pennello abbassato e del canale, indica come l’intervento sarà comunque sufficiente per consentire al fiume di spaziare, salvo periodi di magra. Ma il Po spazierà essenzialmente fra i pioppeti, dato che è sparita gran parte delle revoche di concessione di coltivazione: la quarta immagine mostra quelle inizialmente previste. .

Le aree della rinaturazione prossime all’appalto

Negli ultimissimi giorni sono via via affluiti nell’area download dell’Aipo i progetti relativi ad altre tre aree di rinaturazione. Sono quelle di Camino, Morano Po, Pontestura, Coniolo (provincia di Alressandria); Bassignana (ancora Alessandria); Roccabianca, Motta Baluffi, Torricella (province di Parma e Cremona). Mentre scriviamo manca ancora quella di Rocca Viadana, Brescello e Boretto, fra le province di Mantova e Reggio Emilia.

Anche in questo caso, la galleria qui sotto presenta la nuova e la vecchia versione con immagini dei documenti ufficiali modificate attraverso l’aggiunta di scritte.

A Camino, Morano Po, Pontestura e Coniolo, così come a Bassignana, le differenze fra nuovo e vecchio progetto sono tutto sommato contenute. Ben più evidente il rimaneggiamento operato a Roccabianca, Motta Baluffi, Torricella.

Qui è sparita la fascia di rimboschimento inizialmente prevista lungo un ramo morto del fiume e si sono drasticamente ridotti i rimboschimenti originariamente previsti nella lanca, cioè nella grande curva descritta dal corso del Po. Nella lanca, la semplice lotta alla vegetazione alloctona ha preso il posto di alcuni dei rimboschimenti cancellati. La lotta alla vegetazione alloctona si è estesa ad altri territori lungo il fiume, nei quali sono qua e là comparsi nuovi, piccoli frammenti di rimboschimenti.