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Po navigabile per le grandi navi cariche di merci, in appalto i primi lavori

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Stanno andando in appalto i primi lavori del maxiprogetto che renderà il Po navigabile per le grandi navi cariche di merci. Un fiume di soldi per trasformare il Po in un’autostrada da Cremona al delta. Si inizia con i 30 chilometri fra Castelmassa e Stienta (provincia di Rovigo) che secondo le previsioni costeranno 10,8 milioni. Ultimati i lavori, il Po non sarà più quello che conosciamo, anche se le opere – o almeno quelle che ora si apprestano ad andare in cantiere – avranno un impatto visivo modesto.

La progettazione delle opere per il Po navigabile con grandi navi è entrata a far parte della rete Ue di nuove infrastrutture per i trasporti. Ha preso il nome Win-it, Works for implementing the navigation in Northern Italy. La stessa Ue, nel 2021, ha stimato che la cifra necessaria per redigere i progetti fosse di 2,7 milioni e ha promesso di darne la metà. Il disegno complessivo prevede l’estensione della navigabilità dal delta del Po alla laguna di Grado attraverso le acque interne venete.

Anche se l’Ue paga metà dei costi di progettazione, la realizzazione si farà con denaro pubblico italiano. Ancora incerto il quadro economico complessivo. Da Cremona al mare il Po scorre per circa 280 chilometri. Un percorso almeno nove volte più lungo dei 30 chilometri fra Castelmassa e Stienta che costituiscono il tratto ora avviato all’esecuzione. Bisognerà moltiplicare per nove anche i 10,8 milioni dei primi lavori?

Dal punto di vista burocratico, si tratta di effettuare un “Adeguamento delle condizioni di navigabilità dell’alveo di magra del fiume Po per navi Va Cemt”. E’ incaricata di dargli attuazione l’Aipo, l’agenzia interregionale per il Po. Le “navi Va Cemt” misurano 95-110 metri e trasportano 1.500-3.000 tonnellate: l’equivalente di 100 tir. Infatti un autotreno a tre assi – appunto un tir, nel linguaggio comune – arriva a 30 tonnellate.

Le relazioni e gli elaborati relativi ai primi 30 chilometri di sistemazione occupano centinaia di pagine e sono nell’area download documenti del sito Aipo. Non sono linkabili e consultabili on line. Per leggerli bisogna scaricarli. In sintesi, il progetto per rendere il Po adatto a navi così grandi mira a produrre al suo centro un profondo canale largo 60 metri. Le grandi navi, si calcola, in media potranno percorrerlo per 340 giorni all’anno: gli altri 25 giorni dell’anno sono quelli in cui il fiume è marcatamente in secca e non ha abbastanza acqua.

Per creare il canale navigabile in mezzo al Po verranno costruiti dei pennelli di navigazione. Sono strutture più o meno perpendicolari alle sponde e simili a grandi denti di un pettine. Non si vedranno quasi, dato che emergeranno dall’acqua solo durante le secche, ma modificheranno profondamente l’assetto del Po. I pennelli infatti convogliano e concentrano la corrente al centro del fiume, facendo sì che essa scavi e incida il fondale.

Il progetto da 10,6 milioni per il tratto Castelmassa-Stienta che ora va in appalto prevede la costruzione di sette pennelli di navigazione. Cinque saranno all’altezza di Caposotto; gli altri, in corrispondenza di Castelmassa e di Ficarolo.

Ovviamente non è possibile segnarsi sull’agenda in anticipo i 25 giorni medi annuali di magra durante i quali, pennelli o no, il Po non sarà navigabile per le grandi navi. Significa che i trasportatori, se vorranno organizzarsi a lungo termine, dovranno prevedere anche una soluzione di riserva. Ma su questo i documenti progettuali non si soffermano. Non si trovano neanche le stime relative a numero, caratteristiche  e costi delle infrastrutture, come ad esempio le piattaforme logistiche, necessarie per far arrivare le merci alle grandi navi e poi per scaricarle e smistarle.

Negli Anni 60 sono stati costruiti sul Po numerosi pennelli di navigazione analoghi a quelli che ora si vogliono realizzare. Ad essi è imputata la sparizione di zone umide, che pure sono così importanti dal punto di vista ambientale. Per ripristinarne alcune, vari interventi di rinaturazione del Po – anch’essi stanno andando in appalto – prevedono appunto l’abbassamento di pennelli di navigazione.