Home Acqua e Territorio II Po, fiume alieno. Mappa dei vegetali alloctoni invasivi lungo le sponde

II Po, fiume alieno. Mappa dei vegetali alloctoni invasivi lungo le sponde

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po fiume alieno infestazione Sicyos angulatus

Il Po sembra ormai un fiume alieno, cioè popolato da creature che dovrebbero vivere in ben altri luoghi e che, essendo prive di nemici naturali, si sono moltiplicate fino a diventare invasive. Significa che stanno spazzando via quelle locali. Vale per i pesci che nuotano nell’acqua – spariti o quasi gli storioni e le anguille, ci sono siluri e granchi blu – e vale per i vegetali che crescono lungo le rive. Varie specie aliene legati all’acqua (gli studiosi le chiamano specie alloctone) si stanno diffondendo senza controllo sulle sponde. Di solito sono arrivate in Italia come ornamentali o come curiosità botaniche. Evase dai giardini, hanno cominciato la conquista del fiume.

In queste settimane d’inverno, i fusti spogli della zucchina americana fasciano gli alberi di vari boschi golenali dando al paesaggio un aspetto da Halloween, come nell’immagine di copertina. D’estate l’effetto sarà anche meno spettrale, ma un bosco nel quale trionfa una specie alloctona invasiva come la zucchina americana diventa sostanzialmente un deserto, anche se gli occhi non se ne accorgono perché durante la bella stagione si colora di verde. Infatti specie come questa non lasciano crescere null’altro e non offrono nutrimento e rifugio alla piccola fauna. Un deserto tinto di verde, appunto.

Oltre alla zucchina americana, le piante alloctone invasive che più spesso infestano le rive del Po rendendolo un fiume alieno sono il poligono del Giappone, l’indaco bastardo, il cicloma comune. Non risultano mappe dettagliate relative alla distribuzione lungo le sponde di queste specie, o di altre alloctone meno diffuse ma ugualmente presenti. E’ un peccato. Da che parte cominciare i tentativi di contenimento, se manca un preciso quadro d’insieme? Però è possibile costruire empiricamente, almeno a grandi linee, la geografia aliena del Po grazie ad Acta plantarum, uno dei maggiori portali italiani di botanica, che riporta fra l’altro i luoghi in cui è segnalata ogni specie.

La zucchina americana

La zucchina americana, Sicyos angulatus per i botanici, è chiamata anche sicio e zucca matta. E’ arrivata in Italia e in Europa nell’Ottocento come pianta adatta a ricoprire i pergolati. Tappezza bosco e sottobosco con grandi foglie palmate e con fusti lunghi anche 10 metri che, oltre a diffondersi sul terreno, scalano e ricoprono qualsiasi sostegno verticale. Ha ciclo di vita annuale. I semi si diffondono anche perché trasportati dalla corrente. Possono accumularsi nel suolo per diversi anni, in attesa di germogliare.

Famoso il bosco golenale di Zibello, in provincia di Parma, invaso dalla zucchina americana. Lo chiamano bosco incantato perché sembra uscito da una fiaba o da un film di Harry Potter. Sarà anche pittoresco, ma testimonia una realtà assai poco poetica. Per il resto, la zucchina americana è presente praticamente lungo l’intero corso del Po, fatta salva la provincia di Pavia, e lungo molti dei suoi affluenti. L’immagine qui sotto a destra dà un’idea di come tappezza ogni superficie durante il rigoglio estivo. A sinistra la mappa di distribuzione.

po fiume alieno zucchina americana mappa distribuzione

Il poligono del Giappone

Il poligono del Giappone, Reynoutria japonica, è un mostro verde e anch’esso rende il Po un fiume alieno. Tuttavia cresce in particolar modo nella fascia pedemontana e lungo gli affluenti che scendono dalle Alpi. Si presenta come un cespuglio alto fino a tre metri, o meglio: come una legione di cespugli schierati uno accanto all’altro.

Ogni primavera la radice sotterranea del poligono del Giappone, chiamata rizoma, produce fusti e foglie che seccano in autunno. E’ una specie dioica: significa che i fiori maschili e quelli femminili spuntano su individui diversi. In Europa esistono solo piante femmine: e infatti il poligono del Giappone, qui, non si riproduce per seme. Si propaga invece per via vegetativa attraverso i rizomi. Se si smuove e trasporta il terreno, basta un pezzettino di rizoma per dar vita a una nuova pianta. Anzi: a una schiera di nuove piante in poco tempo.

po fiume alieno poligono del giappone

L’indaco bastardo

Diffuso quasi lungo l’intero corso del Po e dei maggiori fiumi della penisola, l’indaco bastardo – Amorpha fruticosa per i botanici – è un cespuglio legnoso arrivato in Europa dal Nord America nel Settecento. Si riproduce per seme, che può rimanere nel suolo per molti anni prima di germogliare, e attraverso sempre nuovi polloni che spuntano dalle radici. E’ velenoso e ricaccia i fusti quando viene tagliato alla base: praticamente è una versione vegetale dell’idra di Lerna, uno dei mostri affrontati da Ercole durante le sue fatiche.

indaco bastardo mappa distribuzione po fiume alieno

Il cicloloma comune

Originario dell’America ed entrato accidentalmente in Italia, il cicloloma comune rappresenta l’eccezione alla regola delle piante alloctone invasive introdotte come ornamentali. I botanici lo hanno recentemente ribattezzato Dysphania atriplicifolia, ma è più noto con il vecchio nome Cycloloma atriplicifolium. Sta colonizzando le spiagge del medio e basso corso del Po, soprattutto nella zona di Pavia, in Emilia e nel Polesine.

E’ una pianta annuale dalla sagoma inconfondibile: sembra un enorme pompom, dato che è alto fino ad 80 centimetri. La sua forza sta nell’incredibile numero di semi che riesce a generare. Il modo in cui li diffonde è curioso: in autunno il fusto si stacca dalla radice all’altezza del suolo e rotola spinto dal vento, come i cespugli nei vecchi film western. Una scena che certo non è tipica della Pianura Padana. Anch’essa, insieme alla presenza di questo vegetale, contribuisce a rendere il Po un fiume alieno. Mentre il grosso pompom vegetale rotola, i semi si spargono intorno; a diffonderli ulteriormente contribuiscono poi l’acqua e lo stesso vento.

Cycloloma atriplicifolium mappa diffusione po fiume alieno