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Per rivedere l’acqua zampillare dalla sorgente del Po dovremo aspettare la primavera. Bene che vada

2004
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A Pian del Re, 2020 metri sul livello del mare, la sorgente del Po è desolantemente asciutta dall’inizio di settembre. Vicino al masso che reca incise le parole “qui nasce il Po” soltanto rocce asciutte e disordinate accolgono il visitatore in un contesto sconcertante e triste.

Stefano Fenoglio, collaboratore del Parco del Monviso e docente di Ecologia fluviale all’Università del Piemonte orientale afferma sconsolato che “non basterà un temporale, per rivedere la sorgente originale. E’ un fenomeno preoccupante per l’azzeramento di molti nevai e ghiacciai, e la mancanza totale di pioggia da mesi”.

La cosa preoccupa il Parco del Monviso, che ha dato il via ad un osservatorio permanente sui fiumi alpini con le Università del Piemonte Orientale e di Torino e con il Politecnico di Torino. A seguito delle prime recenti osservazioni emerge che 17 corsi d’acqua hanno ormai portate d’acqua stagionali, con mesi di secca completa.

Anche in questi giorni il cambiamento del clima tra le valli e le cime piemontesi è evidente: nell’ultimo mese si sono visti solamente pochissimi millimetri di pioggia.