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Osservatorio economico del paesaggio culturale turistico del Po per rilanciare il grande fiume a livello europeo

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di Siro Mantovani
L’Osservatorio Economico del Paesaggio Culturale Turistico del fiume Po e dei suoi affluenti è un progetto in via di definizione, ancora in cerca di grandi sostenitori, pubblici e privati, con il coinvolgimento dei comuni rivieraschi e delle quattro regioni attraversati dal Po. Si tratta di circa 4000 km di sponde-argini fluviali, compresi i tratti finali dei 144 affluenti emissari. Una fonte acquifera fondamentale, da rispettare, migliorare, far diventare una risorsa per la collettività, una fucina di formazione e conoscenza, occupazione giovanile e di start up, una sede di formazione didattica scolastica per le nuove generazioni. Anche i ministeri dell’Agroalimentare, Ambiente, Trasporti e Turismo Beni Culturali dovranno entrare nel programma “Valle fiume Po”, in piena sintonia con i principi fondamentali della Carta di Milano e dalla Carta di Kyoto, senza dimenticare il vecchio progetto di valorizzazione del fiume Po voluto dal presidente Prodi nel 2007 e già finanziato dal Cipe durante il governo Berlusconi.
L’Ue ha stanziato parecchi fondi per il Sistema Fluviale Europeo, beneficiando Loira, Senna, Mosella e Rodano; da questo programma, però, l’Italia è stata tagliata fuori. Per Strasburgo nessun fiume italiano non presenta attrazioni e giro d’affari. L’obiettivo principale dell’Osservatorio del Paesaggio Economico Culturale Turistico è quello di ottenere un riconoscimento ufficiale dal Ministero beni culturali e turistici; il Po dovrà essere considerato il nono polo fluviale europeo ed annoverato nel privilegiato elenco dei Distretti turistici di pregio italiani, come le coste e i laghi, gli Appennini e le Alpi, Roma e la costa Amalfitana, il Salento e l’Etna. I 12 siti Unesco distribuiti lungo il Po, e altri 4 appena limitrofi in via di riconoscimento, dovranno costituire un unico sito-seriale Unesco Mab, un patrimonio dedicato alla biosfera (Man and the Biosfere) e alla biodiversità sia sotto l’aspetto ambientale che gastronomico, culturale, paesaggistico e sportivo.