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Modena, emergenza fiumi: occorre un piano straordinario pubblico per la sicurezza idraulica

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intervento di Tania Scacchetti segretaria CGIL di Modena

Tania Scacchetti, segretaria Cgil Modena, dopo il transito fortunatamente senza danni rilevanti dell’ennesima piena dei fiumi modenesi, sostiene che occorre un piano straordinario pubblico per la sicurezza idraulica.
“Oggi splende il sole – rimarca – ma pare sia solo una breve tregua… e fortunatamente ieri sera si è definitivamente superata la preoccupazione per la piena. Una vera e propria angoscia per gli abitanti dei Comuni modenesi già colpiti dall’alluvione del 2014 e dal terremoto nel 2012. Uno stato di allerta gestito in maniera encomiabile dai sindaci – a parere della segretaria – che, specie attraverso i siti Internet istituzionali e i social network, hanno informato ora dopo ora i cittadini sull’evolversi della situazione. “Ora tuttavia è tempo di creare le condizioni perché non si debba più avere paura per due giorni di pioggia”.
“Per fortuna – continua Scacchetti – gli argini dei fiumi Secchia e Panaro hanno tenuto, e una delle piene più grosse degli ultimi anni è passata senza danni rilevanti anche grazie a importanti gli interventi di manutenzione effettuati nei mesi scorsi, e notevoli stanziamenti economici sul nodo idraulico.
Per la segretaria del sindacato modenese, restano però molti interrogativi che pretendono soluzioni, tra cui quelli della prevenzione, della manutenzione del suolo, delle politiche ambientali, che secondo lei “ trovano cittadinanza solo nei convegni o dopo l’ennesima emergenza”.
A suo parere “Gli effetti indotti dai cambiamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti, l’incuria dell’uomo e i ritardi nell’azione legislativa anche. Non sono più rinviabili un piano straordinario sulla sicurezza idraulica e la predisposizione di piani di manutenzione preventiva”.
Tania Scacchetti termina ripetendo che per questo motivo occorre ribaltare le scelte economiche degli ultimi anni, che, di fatto, hanno delegato al sistema privato le scelte di politica industriale, e proporre un forte intervento pubblico, come già la Cgil propose nel 2013 con il Piano per il Lavoro volto a creare nuova occupazione, favorire l’economia verde, concentrarsi sulla prevenzione e sulla tutela dell’ambiente. In una parola, occorre guardare al futuro.