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La mappa delle zanzare in Italia (la Bassa è al top) e i modi per eliminarle

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mappa delle zanzare in italia

La mappa delle zanzare in Italia Mosquito Alert certifica che la Bassa padana è la zona più infestata. Solo Roma conosce una situazione paragonabile.  Sull’infelice podio, la medaglia di bronzo va alle zone pianeggianti attorno a Venezia.

L’iniziativa della mappa viene dal Dipartimento di sanità pubblica e malattie infettive dell’università Sapienza di Roma. Qui sotto, la situazione nazionale delle zanzare qualche ora fa.

luoghi più infestati dalle zanzare

La mappa viene costruita grazie a segnalazioni validate dei cittadini. L’immagine mostra la situazione relativa alla zanzara comune – la Culex pipiens, quella di una volta – e all’ancor più molesta zanzara tigre (Aedes albopictus), di origine asiatica. Volendo, si può verificare anche la presenza e la distribuzione di altre specie. Si tratta di zanzara della febbre gialla (Aedes aegypti), che ora risulta assente; zanzara coreana (Aedes koreicus); e zanzara giapponese (Aedes japonicus). Le ultime due hanno pochissime segnalazioni in Liguria, Lombardia, Veneto.

Tutte queste specie di zanzare, pungendo, possono diffondere malattie potenzialmente gravi. In particolare, alla zanzara tigre sono legati i virus Chikungunya, Dengue e Zika; alla zanzara comune, la febbre del Nilo o West Nile Fever.

Tuttavia contrarre in Italia uno di questi virus equivale a vincere la lotteria della sfiga. Il bollettino di Chikungunya, Dengue e Zika, aggiornato al 30 giugno, parla per quest’anno solo di casi associati a viaggi all’estero. Per il West Nile, a Parma è stato rilevato un caso umano. Inoltre in questa ed altre province il virus sta circolando fra gli uccelli: ma la malattia è spesso asintomatica e solo un caso su 150 è grave.

Rispetto ad altri – traffico, aria inquinata… – i rischi legati ai virus delle zanzare sono particolarmente bassi. Le autorità tuttavia li combattono attivamente. Visto che le larve di zanzara si sviluppano nell’acqua stagnante, le amministrazioni locali mettono insetticidi in tombini, caditoie, fossi delle strade ed esortano a fare altrettanto negli spazi privati. Gli insetticidi sono veleni per tutti: non solo per le zanzare. Fra i principi attivi consigliati nel piano 2022 dell’Emilia Romagna, tuttora in vigore, il Bacillus thuringiensis var. israelensis è l’unico consentito anche in agricoltura biologica.

La mappa delle zanzare in Italia mostra che le larve sopravvivono in abbondanza ai trattamenti. Così nelle zone in cui i virus delle zanzare possono circolare i Comuni organizzano anche disinfestazioni per eliminare le zanzare adulte, anzi: effettuano trattamenti adulticidi negli spazi pubblici, per usare il linguaggio della burocrazia. Però – il caso di Fidenza vale per tutti – le raccomandazioni che accompagnano le disinfestazioni sono eloquenti. Rimanere in casa, chiudere porte e finestre, coprire le verdure nell’orto, portare dentro gli animali domestici. Ma i pipistrelli, gli uccelli insettivori e tutti gli altri animali che mangiano zanzare, chi li porta dentro?

Dopo disinfestazioni di questo genere, le zanzare certo diminuiscono: ma il sollievo è solo momentaneo. Quelle sopravvissute e la loro progenie trovano davanti a sé una strada in discesa: hanno meno nemici naturali.

Cosa resta, allora, per difendersi dalle zanzare? Citronella ed altri repellenti cosiddetti naturali fanno quel che possono, cioè ben poco. Al chiuso, sono utili le zanzariere – brico e ferramenta hanno modelli efficaci a prezzi decisamente popolari – mentre all’aperto si possono usare le le trappole ad anidride carbonica. E’ il gas che emettiamo respirando e che le zanzare seguono per trovarci e pungerci.

Le trappole ad anidride carbonica costano care e non fanno miracoli: se sono in funzione quando c’è gente intorno, la loro capacità di attirare le zanzare si somma a quella delle persone, con risultati disastrosi. Vanno invece utilizzate prima di frequentare uno spazio aperto, per “bonificarlo” senza danneggiare altri esseri viventi.