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Mantova, Ponte Arlotto: Partiti i lavori. L’impianto idrovoro necessita di un restauro per tornare alla bellezza delle origini

2026
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di Gabriele Arlotti

I lavori di recupero di Ponte Arlotto sono iniziati. Resi necessari dalla situazione di degrado delle finiture esterne e del manto di copertura, i lavori riguarderanno la pulitura, il consolidamento e il risarcimento degli intonaci delle facciate nonché l’impermeabilizzazione della copertura.
L’impianto idrovoro di Ponte Arlotto, situato alla foce del canale Rio di Mantova nei pressi di Porto Catena, è stato progettato agli inizi degli anni Trenta e ha il compito di regolare i livelli idrici del canale difendendo la città di Mantova durante le piene del fiume Mincio; ad occuparsi dei lavori, sarà il Consorzio di Bonifica Territori del Mincio.
“La struttura danneggiata dall’usura e dal tempo necessita ormai di un insieme di opere per la sua conservazione – afferma la presidente del Consorzio Elide Stancari – Quest’opera imponente, realizzata intorno agli anni Trenta sul progetto dell’Ing. Pietro Ploner, merita di tornare allo splendore originario”.
L’edificio, all’avanguardia nel momento della costruzione, è composto da un corpo centrale sorretto da arconi in cemento armato e da due torrette laterali in mattoni con al loro interno le cabine elettriche e i trasformatori di energia. Dalla strada, si accede agli impianti elettromeccanici salendo una lunga scalinata in marmo di Verona.
“La struttura – aggiunge il direttore generale Massimo Galli – presenta fenomeni di usura. In particolar modo nelle finiture esterne e nel manto di copertura. Gli agenti atmosferici, l’inquinamento e la difficile manutenzione a causa della locazione a cavallo del Rio, hanno ammalorato la struttura e ora bisogna porvi rimedio. Ci teniamo a precisare che nessun problema strutturale o di cedimento è presente. Gli impianti elettromeccanici sono costantemente monitorati per regolare il flusso d’acqua in caso di necessità e l’impianto è perfettamente funzionante”.
Due sono le pompe idrauliche ospitate in una grossa sala macchine. Il loro compito è quello di gestire il deflusso delle acque del canale Rio nei periodi in cui la quota del Lago inferiore è superiore alla soglia di attenzione. Al di sotto della stessa infatti l’acqua defluisce naturalmente attraverso lo scolo libero. Ma non sono solo le finiture a necessitare di un lavoro di ristrutturazione: l’intera copertura in cemento armato presenta fenomeni di distacco del materiale principalmente dovuto all’umidità. Anche l’intonaco, i cornicioni marcapiano, gli elementi metallici parzialmente ossidati a causa dell’azione delle acque e gli elementi lignei (in particolar modo il portone sul prospetto Nord) necessitano di un restauro.
Elemento aggiuntivo di estrema importanza sarà fornire la struttura di un impianto di illuminazione esterna, che rispetti le attuali normative di sicurezza e di inquinamento luminoso. Dopo un’accurata ispezione di tutti i canali di raccolta delle acque piovane, si procederà con la pulitura delle superfici, il consolidamento degli elementi formali e decorativi dell’edificio e il risarcimento di quelle porzioni d’intonaco irrecuperabili.
“L’intervento di ripristino delle facciate di Ponte Arlotto – spiega ancora il direttore Galli – verrà eseguito in fasi successive. Il primo intervento sarà immediato e riguarderà la ripulitura del manto di copertura sul corpo centrale e le torrette laterali con la successiva impermeabilizzazione dello stesso. Verranno poi poste in opera una scossalina metallica, dei pluviali ed infine verranno consolidate le cornici di gronda e installato l’impianto di illuminazione esterno”.
La Regione ha concesso un finanziamento di 30 mila euro per queste opere. Per restaurare le facciate, che sono in intonaco pigmentato, il progetto complessivo, già redatto dall’Ufficio tecnico consortile, prevede una spesa di 130-140 mila euro, per cui il consorzio insieme al Comune parteciperà ad un bando che punta all’ottenimento di fondi per “Mantova capitale”.