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La stella che brillò sul Po. Sophia Loren e il film “La donna del fiume”

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Il film “La donna del fiume”, che 70 anni fa segnò la definitiva consacrazione di Sophia Loren come stella del cinema internazionale, offre l’occasione per rivedere il Po e il delta con l’aspetto che avevano nel 1954. In fondo a questa pagina è possibile guardare gratuitamente il film per intero. Sono tuttora riconoscibili numerosi luoghi che hanno fatto da sfondo alle scene, a cominciare dalla Manifattura dei Marinati di Comacchio che compare in alto, con Sophia Loren in primo piano. Ma quanti cambiamenti, da allora: e non solo perché la Manifattura, in mancanza delle anguille che vi si lavoravano, è diventata essenzialmente un museo e un centro di documentazione cinematografica.

Pur essendo per vari aspetti un melodramma, “La donna del fiume” si inserisce pienamente nel neorealismo cinematografico del dopoguerra. Infatti mostra le vicende e le condizioni reali di vita della gente normale; le riprese sono avvenute in luoghi che esistono davvero; utilizza persone del posto come comparse: a cominciare dalle operaie della Manifattura. Regista Mario Soldati – il suo primo film a colori – che pochi anni dopo ha girato in riva al Po anche “Italia piccola”.

La protagonista di “La donna del fiume” è Nives, una giovane ed orgogliosa donna di Comacchio che vive sola perché orfana e che lavora alla Manifattura dei Marinati. La interpreta una Sophia Loren allora ventenne. Nives si innamora di un contrabbandiere di sigarette (Rik Battaglia). Rimane incinta, viene abbandonata.

Per vendetta, Nives denuncia il contrabbandiere. Rifiuta il finanziere innamorato di lei (Gérard Oury) che vorrebbe ad ogni costo proteggerla e si trasferisce con il suo bambino in un remoto villaggio all’estremità del delta, dove guadagna da vivere per sé e per lui tagliando le canne. Il contrabbandiere evade dal carcere e si mette sulle tracce di Nives, deciso a vendicarsi a sua volta. La trova mentre veglia il figlioletto, morto annegato nel Po quando lei era al lavoro. Si costituisce e, toccato nel cuore, ottiene dai carabinieri di stare vicino a Nives durante il funerale del piccolo prima di essere ricondotto in carcere.

Si può intuire lo spessore della pellicola dai nomi dei grandi intellettuali italiani che ne hanno scritto la sceneggiatura: Pier Paolo Pasolini e Giorgio Bassani. Soggetto di Alberto Moravia ed Ennio Flaiano.

A 70 anni di distanza, si guarda ancora volentieri questo film. I luoghi che hanno fatto da sfondo alle riprese tuttavia sono enormemente cambiati e a volte quasi irriconoscibili. Alcuni sono stati identificati da un forum di cinefili, che hanno dovuto sudare le proverbiali sette camicie. Dal forum – prima e seconda parte – è tratta la galleria qui sotto, che mostra i luoghi come erano e come sono. In ogni immagine compare in alto un fotogramma del film e in basso l’aspetto attuale. Fa eccezione l’ultima foto, dedicata ad una locandina del film.

Ed eccolo, sotto, tutto il film “La donna del fiume”. Dura circa un’ora e mezza: il tempo vola, il ritmo è serrato. Unica lungaggine, la scena in cui Nives balla il mambo durante una festa di paese. Un’occasione, del resto, per mettere in risalto le sue splendide gambe in anni in cui già solo una sottana rialzata risultava provocante.

La foto di copertina, originariamente in bianco e nero, è stata ricolorata