Home Acqua e Territorio Grandine: a quattro giorni dal disastro proviamo a tracciare una mappa della...

Grandine: a quattro giorni dal disastro proviamo a tracciare una mappa della zona colpita tra le due sponde del Grande Fiume

1052
0
CONDIVIDI

Dove ha colpito il maltempo, secondo la Coldiretti, i raccolti sono andati quasi totalmente persi. Pere è in piena fase di raccolta, ma anche uva, mele, cocomeri, pomodoro, zucche e seminativi avrebbero subito pesanti danni. Pere e mele, in piena maturazione in questo periodo, sono i frutteti più colpiti, con danni che superano il 60% e in maggioranza si avvicinerà al 100%.
A quattro giorni dal disastro, tra campi sconvolti, serre distrutte e reti di protezione fatte a pezzi, proviamo a tracciare una mappa della zona colpita tra le due sponde del Grande Fiume.

Nella provincia ferrarese pochi minuti di grandine hanno mandato in fumo il lavoro e le fatiche di un anno. Molte aziende agricole sono in ginocchio dopo la tempesta di sabato pomeriggio che ha causato danni ingentissimi nell’ordine del milione di euro. Il maltempo ha colpito soprattutto i frutteti, rovinando in molti casi i raccolti in maniera totale. Pere e mele sono state pesantemente colpite dopo un’estate che faceva ben sperare.
Si è trattato di un fenomeno molto esteso che ha interessato molti comuni della provincia, dall’Alto ferrarese particolarmente colpito fino a San Martino, il Copparese, con una coda che ha raggiunto anche il Mesolano e la costa. A Ferrara sono stati colpiti, oltre allo stesso capoluogo, anche i comuni di Vigarano, Mirabello, Masi Torello e Voghiera. Il fortunale ha poi proseguito con notevole intensità interessando anche i comuni di Tresigallo e Formignana, Fiscaglia, Codigoro e Lagosanto. Le situazioni di maggiore criticità si sono verificate nei frutteti, particolarmente danneggiate le colture di pere Abate, oltre alla varietà Decana. Gravissimi danni anche alle mele. Il colpo di grazia lo hanno avuto anche il mais e la soia.

In provincia di Modena sotto la grandine sono finiti Concordia, San Possidonio, Mirandola, Massa Finalese, Finale Emilia, San Felice sul Panaro, Camposanto, Novi e Sorbara. Anche qui i danni sono ingenti e sono a rischio i Lambruschi della fascia più vicina al Po che sono stati sorpresi in piena vendemmia. Oltre che all’agricoltura, si registrano danni consistenti anche a molte strutture pubbliche realizzate dopo il sisma degli scorsi anni come il palazzetto dello sport di viale Della Rinascita inaugurato a ottobre a Finale Emilia e dichiarato ora inagibile.

I territori più colpiti nel Reggiano sembrano quelli della fascia rivierasca sul Po, ma non sono stati risparmiati nemmeno Novellara, Campagnola, Reggiolo e Fabbrico. Particolarmente colpiti i vigneti proprio nel momento in cui si avvia la vendemmia e quindi le piante sono cariche di chicchi maturi. Da segnalare anche danni gravi al Lido Po di Boretto dove era in corso di svolgimento il River’s Food Festival con tanti agricoltori presenti. Ma una panoramica più completa sarà possibile solo nei prossimi giorni.

Violente grandinate, unite a un forte vento, si sono abbattute in molte zone della provincia di Mantova, provocando seri danni ai vigneti e alle colture ortofrutticole. Viadana, Sermide e Pegognaga sono state investite da una tempesta di ghiaccio. Nella fascia colpita, quella da Casaletto a Pomponesco, è volato via di tutto. Il referente di zona della Coldiretti lamenta che è la quinta volta che quell’area subisce consistenti danni a causa del maltempo. Più grave la situazione nel Suzzarese. La grandine ha colpito la striscia che partendo da Pegognaga, dove si è verificato anche un blackout, si è poi estesa a San Benedetto Po e Quistello, comprendendo le frazioni di San Rocco e Nuvolato. Danneggiato il sessanta per cento della produzione di pere. I danni ai vigneti, seppur consistenti, sono stati contenuti grazie all’attuale grandezza della foglie che, in qualche modo hanno protetto il grappolo. La grandine ha danneggiato gravemente le coltivazioni di zucche e forti raffiche di vento hanno scoperchiato alcune serre.