Home Cattive Notizie Granchio blu nel Po. Ha risalito il fiume, lo si incontra alle...

Granchio blu nel Po. Ha risalito il fiume, lo si incontra alle porte di Ferrara

407
0
CONDIVIDI
granchio blu nel po

Granchio blu nel Po. Ha risalito il fiume e lo si incontra di nuovo nel profondo entroterra fino alle porte di Ferrara. Qui l’estate scorsa la presenza del formidabile predatore alieno si era manifestata un po’ più avanti nella stagione. Soprattutto, nel frattempo sono venute meno le cause, legate alla siccità del 2022 e della primavera 2023, alla quale era stata attribuita la sua stupefacente presenza in acque completamente dolci.

Pur tollerando ampie variazioni di salinità, il granchio blu è legato al mare e alle acque salmastre che si trovano alle foci del fiumi. Alle foci: nel Po invece ora è a 50 chilometri dalla costa.

La notizia della sua presenza viene da Mattia Lanzoni, biologo e ricercatore dell’Università di Ferrara. Si interessa dell’impatto del granchio blu nel delta del Po; a lui inoltre fa riferimento la rete per il monitoraggio routinario della fauna ittica nel fiume.

Al momento, come già nel 2023, le autorità accolgono l’arrivo del granchio blu nelle acque completamente dolci del Po con somma nonchalance. Ci si preoccupa solo degli enormi danni che esso causa agli allevamenti di cozze e vongole, e più in generale alla pesca, nell’Alto Adriatico, nel delta del Po e in altre lagune costiere dell’Italia.

Però se non altro è consono alle abitudini della specie che i granchi blu frequentino il mare e le acque salmastre come quelle del delta e delle lagune. Non è affatto normale, invece, che in estate continuino a penetrare nel profondo entroterra.

“E’ un pessimo segno”, considera Lanzoni. Riprende: “In queste settimane il granchio blu ha risalito il Po fino ad arrivare più o meno 20 chilometri a valle di Ferrara. Si tratta di animali intorno all’anno di età, con un carapace (il “guscio”, ndr) sui 5 centimetri. Sono quasi tutti maschi: le femmine sono più legate al mare, dove depongono le uova.

Ancora Lanzoni: “Gli individui sono meno numerosi rispetto all’anno scorso e la consistenza delle popolazioni è più altalenante”. Questo probabilmente accade perché, a causa di ripetute ondate di pioggia, il Po è pieno d’acqua come non avveniva da moltissimi anni in primavera. La portata notevole e il conseguente impeto del fiume non facilitano certo la risalita. Resta il fatto che, nonostante una situazione così sfavorevole, il granchio blu è comunque nel fiume. Vuol dire che la sua presenza dell’anno scorso non è stata un fatto episodico spiegabile con la modesta portata e magari con le tracce di salinità rimaste sui fondali dopo la grande siccità del 2022.

A questo punto, è lecito supporre che il granchio blu sia diventato una presenza fissa, almeno d’estate, nelle acque in tutto e per tutto dolci del Po. E’ anche in altri corsi d’acqua che sfociano nell’Alto Adriatico? Al momento si tratta di un’ipotesi, anche se non certo peregrina. Infatti, come annuncia Lanzoni, il granchio blu è sicuramente già penetrato nel Reno “fino alla diga di Volta Scirocco, che gli impedisce di procedere verso l’entroterra. Ci vorrebbe un monitoraggio”, sospira lo studioso. Riprende: “La raccolta di dati precisi sarebbe indispensabile per gestire il fenomeno, sia in mare sia nel delta e nelle acque dolci”.

E’ ovvio domandarsi quale impatto avrà il granchio blu sulle altre specie che vivono nel Po. Notoriamente infatti mangia proprio tutto, come gli allevatori di molluschi del delta hanno dolorosamente constatato. Se numeroso, tende a cancellare o a ridurre ai minimi termini la presenza di altri esseri viventi. Si sbaferà quel che resta dei pesci di acqua dolce? Secondo Lanzoni la situazione, pur essendo molto seria, non è così catastrofica. Afferma: “Prima o poi, la popolazione di ogni specie aliena si stabilizza e si raggiunge un equilibrio. Bisogna però vedere su quale livello”. Sottolinea che l’impatto maggiore del granchio blu si verifica nel delta del Po: “Certo esiste anche più a monte: ma è limitato”.

A suo dire, le predazioni compiute dal granchio blu nel fiume riguardano soprattutto i giovani esemplari delle specie di pesci che passano dalle acque dolci a quelle salate e viceversa: i cefali, i ghiozzetti, le già disastrate anguille. “E poi, ovvio, il granchio blu mangia gli invertebrati che vivono sui fondali e che a loro volta costituiscono il cibo di altre specie”.

Quindi, se anche il granchio blu nel Po non cattura i pesci di fiume adulti, può metterli in difficoltà riducendoli alla fame. Non è detto che una cosa del genere avvenga. Ma se non si raccolgono dati in proposito, non è neanche possibile sapere se, e come, è opportuno intervenire affinché uno scenario del genere non diventi reale.

Foto