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“Galleggia non galleggia”, la regata sul Po più pazza del mondo

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galleggia non galleggia casale monferrato

Si aprono mercoledì 7 giugno le iscrizioni a “Galleggia non galleggia”, la regata sul Po più pazza del mondo. E’ riservata ad imbarcazioni fabbricate con cartone, nastro adesivo e fantasia; costituisce una sorta di carnevale d’acqua: non una gara. La settima edizione si svolgerà domenica 16 luglio a Casale Monferrato (Alessandria) attorno all’imbarcadero di lungo Po Gramsci. Organizzano gli Amici del Po: tenere d’occhio il loro sito sul quale verrà pubblicato il modulo che consente di partecipare.

Si tratta di costruire sul posto un natante; decorarlo per assicurare il divertimento degli spettatori; e infine (tentare di) percorrere coi remi alcune centinaia di metri sul fiume. Nella foto sotto il titolo, di Arianna Pasino, uno degli allestimenti visti negli ultimi anni. Di solito c’è un premio anche per il naufragio più bello.

“Galleggia non galleggia” ha due caratteristiche che la rendono unica. Le illustra Marco Bertoncini, addetto stampa degli Amici del Po di Casale. Le regate sul Po di regola costituiscono delle gare, “ma la nostra manifestazione non ha il minimo aspetto agonistico. Inoltre, a differenza delle altre kermesse riservate a barche di cartone, si svolge su un fiume vero: non in un bacino artificiale. A Casale, il Po ha già dimensioni più che rispettabili”.

L’anno scorso, la manifestazione ha richiamato 87 equipaggi. Migliaia di persone si sono assiepate per l’intera giornata lungo il fiume. Riassume Bertoncini: “Il bello non è solo vedere le bizzarre barche di cartone che cercano di navigare sul Po. Il bello è soprattutto osservare le squadre che le allestiscono e girare fra i loro stand, ciascuno dei quali costituisce un evento nell’evento dato che deve richiamare e far vivere il tema scelto per il natante”.

Olivia, Braccio di Ferro e Bruto; una mela corredata di bacherozzi che impugnavano le pagaie; un vulcano hawaiano e un equipaggio impegnato più a suonare l’ukulele che a remare: il Po, durante “Galleggia non galleggia”, ne ha viste di ogni.

I partecipanti abitualmente spaziano dalle madame ultrasessantenni ai ragazzini. Le regole sono poche e tassative: all’inizio della manifestazione, gli Amici del Po distribuiscono ad ogni squadra una pari quantità di fogli di cartone e di nastro adesivo, affinché tutte le imbarcazioni nascano potenzialmente uguali e nessuno cerchi di trassare portandosi da casa materiale a prova d’acqua. Vietati chiodi, fil di ferro, fascette e tutto ciò che può mettere a rischio l’incolumità o migliorare le possibilità di galleggiamento. Consentite le vernici, purché non impermeabilizzanti. Consentiti anche gli strumenti utili per misurare e tagliare (“Abbiamo visto perfino puntatori laser e progetti realizzati con il software Cad”) e conentiti – ovviamente – i materiali per le decorazioni: “C’è anche chi ha usato i fuochi artificiali”, sorride Bertoncini. La quota di iscrizione è di 50 euro per imbarcazione, più altri 20 euro per ogni persona che vi sale a bordo.

Le imbarcazioni andranno costruire in riva al Po in tre ore e mezza, dalle 8,30 a mezzogiorno. A seguire, le verifiche della giuria e dalle 14 circa le partenze: una ogni 60-90 secondi. Ciascuna imbarcazione sfilerà davanti al pubblico col relativo equipaggio prima di salpare dall’imbarcadero. Il percorso, sempre che si riesca ad arrivare in fondo, è lungo circa 300 metri.

L’organizzazione fornisce all’equipaggio (al massimo quattro persone per imbarcazione) pagaie e giubbotti di salvataggio che “saranno anche scomodi, ma ti tengono la testa fuori dall’acqua perfino se sei svenuto”, spiega Bertoncini. Sottolinea che barche di sicurezza e sommozzatori seguiranno ogni equipaggio da vicino e che gli Amici del Po curano in modo meticoloso l’incolumità dei partecipanti. Si provvederà anche a recuperare, assicura, tutti i relitti dei naufragi: saranno differenziati ed avviati al riciclo insieme ai materiali rimasti a riva.

In palio prodotti offerti dalle aziende della zona. Confezioni di riso, bottiglie di vino, salami, magari perfino una cena al ristorante… Qualche giorno prima del via, vista la gamma dei premi disponibili, gli Amici del Po decideranno i criteri di aggiudicazione. “Ci sarà un premio anche per chi coprirà il percorso nel minor tempo: ma non sarà il premio migliore. Quello di solito lo riserviamo all’imbarcazione più bella”, annuncia Bertoncini. In ogni caso, niente coppe, targhe, diplomi, attestati e simili. Richiamano i concetti di gara e di agonismo, mentre l’obiettivo di “Galleggia non galleggia” è divertirsi e far divertire come se per un giorno si fosse tornati bambini.