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Film “Italia piccola” e Arena Po, le nuove immagini del capolavoro perduto

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Dagli archivi sono spuntate nuove immagini, praticamente sconosciute, del film “Italia piccola”, il capolavoro perduto che il grande regista e scrittore Mario Soldati girò nel 1957 ad Arena Po (Pavia), lungo le sponde del fiume. Le nuove immagini sono pubblicate poco sotto. Alcune hanno l’aria di corrispondere a fotogrammi della pellicola di cui non si trova più traccia e che da decenni i cinefili cercano vanamente. Altre mostrano il backstage e Soldati che parla con gli attori.

E non solo. E’ venuto fuori anche un articolo firmato da Enzo Tortora, uno degli interpreti di “Italia piccola”, nel quale egli rievoca i giorni del film e la giovane donna del posto che, nientepopodimeno!, una sera si infilò nella sua camera da letto. Anche l’articolo è riprodotto più avanti.

Soldati era orgoglioso di “Italia piccola”, il cui cast era composto da attori di prim’ordine; Gianni Amelio- un grande regista come Soldati – vide il film da ragazzino e lo ricorda come un capolavoro. Tuttavia non si è salvato neanche un frammento della pellicola o della sceneggiatura: ci sono solo testimonianze indirette come vari materiali pubblicitari e frammenti di backstage ripresi in un cinegiornale dell’Istituto Luce.

Di conseguenza sono preziose le memorie di chi visse l’arrivo del set e degli attori ad Arena Po. Per il paese fu un fatto epocale. Infatti vari abitanti furono arruolati come comparse e soprattutto fu possibile vedere da vicino alcuni fra gli attori più famosi del momento. Oltre ad Enzo Tortora (allora il numero due della televisione italiana dopo Mike Bongiorno), interpretarono “Italia piccola” Nino Taranto, Erminio Macario, Rita Giannuzzi. Almeno altrettanto preziose dei ricordi di chi c’era sono dunque le foto qui sotto, emerse dall’archivio della Fondazione 3M e praticamente inedite.

La trama corre sul filo del peccato e dei buoni sentimenti. Infatti al centro di tutto c’è un figlio della colpa, come si diceva allora: il piccolo Pierino (Peo Giachino). La madre (Rita Giannuzzi) è la figlia nubile del capostazione di Arena Po (Nino Taranto). Dunque per salvarne l’onore un brav’uomo del posto (Macario) e la moglie prendono con sé il bambino: lo fanno passare per il loro vero figlio e gli vogliono un gran bene. Ad un certo punto lo scapestrato padre naturale (Enzo Tortora) si presenta in paese per reclamarlo. Violento litigio davanti al bambino, che scappa di casa. Il suo ritrovamento dopo affannose ricerche prelude alle riconciliazioni finali.

Proprio perché di “Italia piccola” è rimasto ben poco, quel poco è oggetto di accanito collezionismo. In questo momento è in vendita su eBay una pagina della rivista Grand Hotel con un articolo del 1957 a firma di Enzo Tortora, nel quale egli tratteggia i giorni del film e l’incontro una ragazza che abitava poco distante da Arena Po e che una sera gli si presentò in camera da letto. L’articolo si intitola  “Come resi felice una ragazza infelice”. La ragazza voleva fuggire con lui, ma cambiò idea e tornò all’ovile domestico.

Vero o inventato che sia l’aneddoto, l’articolo a firma di Enzo Tortora si inserisce perfettamente nell’atmosfera di “Italia piccola”:  riflette infatti un’Italia di provincia, profondamente legata alla morale ma contemporaneamente tentata dal peccato che un “figlio della colpa” porta con sé.

La riproduzione della pagina intera di Grand Hotel con l’articolo di Tortora è la prima immagine della galleria qui sotto: vi spicca al centro l’avviso  che l’autore è proprio Tortora in persona.  Le immagini seguenti mostrano il testo ingrandito del suo articolo; in chiusura, sempre dalla medesima pagina di Grand Hotel, l’ingrandimento della foto che ritrae lo stesso Enzo Tortora insieme alla protagonista di “Italia piccola”, Rita Giannuzzi.

Dunque: Enzo Tortora scrive che durante le riprese di “Italia piccola” alloggiava a Piacenza e le ragazze si radunavano fuori dal suo albergo per vederlo passare. Un giorno, mentre andava in auto ad Arena Po, si fermò per bere una birra. Gli si accostò Paola, una timida fanciulla: lui le offrì una delle foto che teneva pronte per le ammiratrici. Dopo cena Tortora se la ritrovò nella camera d’albergo, addormentata su una poltrona.

Quando Tortora la svegliò dolcemente, Paola confessò che era scappata di casa perché desiderava una vita movimentata. Di conseguenza lo implorava: “Mi porti via con lei”. Allora Tortora le mostrò la foto della moglie e della figlioletta che teneva sul comodino. Le spiegò che per sé desiderava un’esistenza quieta ed appartata. La ragazza si mise a piangere. Disse che aveva un fidanzato, ma bisognava aspettare ancora tre anni prima di sposarsi. Aggiunse che però in quel preciso momento aveva capito l’importanza della  felicità domestica: e dunque avrebbe atteso il matrimonio e i bambini.

Foto di copertina