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DELTA – Lo scontro tra volontari e mafia del pesce sul grande schermo

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DELTA è finalmente uscito nelle sale, portando all’attenzione del pubblico i fatti di cronaca avvenuti nei territori del delta del Po, in cui da anni bande di bracconieri del pesce depredano i corsi d’acqua con reti ed elettricità, ostacolati dalle guardie volontarie che, al contrario, agiscono per tutelarli.

Il film drammatico, firmato dal regista Michele Vannucci, con l’eccezionale fotografia di Matteo Vieille, ambientato tra i corsi d’acqua del delta del Po, in provincia di Ferrara, vede scontrarsi Luigi Lo Cascio, nella veste di Osso, coordinatore delle guardie ittiche volontarie che ama e vuole difendere il fiume ed Alessandro Borghi, che interpreta Elia, bracconiere dell’Est Europa, tornato in Italia per praticare la pesca di frodo.

La trama è incentrata sulle vicissitudini che legano i protagonisti del film, in un continuo confronto, scontro e ribaltamento tra bene e male, razionalità e istinto, amore e cieca follia; ma ad uno sguardo attento emergono chiaramente i tratti distintivi che caratterizzano le storie di fiume di bracconieri e guardie ittiche. I personaggi di Nani, Greta Esposito, sorella di Osso e disillusa volontaria impegnata nella lotta al bracconaggio ittico a difesa del fiume, o Zanna, Denis Fasolo, violento pescatore di professione che vede nei bracconieri un nemico e un concorrente commerciale imbattibile, ben rappresentano gli istinti e le pulsioni vive in chi si è dedicato al contrasto della pesca illegale, logicamente trasposti in versione cinematografica e romanzata che si ispira anche ai delitti di Norbert Feher, detto Igor il Russo.

Spicca poi il realismo di alcune scene, come quella in cui Elia pesca dalla barca con l’elettrostorditore, uno strumento che caratterizza i bracconieri dell’Est, altamente distruttivo, che per mezzo di una batteria e due elettrodi provoca una scarica in acqua, uccidendo in pochi secondi i pesci che si trovano nel suo raggio d’azione. Fedelissime anche le atmosfere ricreate durante le assemblee dei volontari al momento della scoperta del fenomeno del bracconaggio, ove si evince stupore e rabbia di chi, inerme, non sa come contrastare un fenomeno prima di allora sconosciuto, ignorato da politica e forze dell’ordine, proprio come è stato nella realtà.

Le ambientazioni dei contesti fluviali d’inverno, quasi tutte riprese in esterna, quali valli, golene allagate, idrovore, case cantonali o della bonifica, dipingono il paesaggio irreale del delta del Po, nelle sue diverse tonalità di grigi e luce diffusa ovattata dalla nebbia. Luoghi che hanno affascinato e stupito lo stesso Borghi che, al termine dell’anteprima del film svoltasi il 19 aprile a Ferrara, ha affermato “non ero mai stato nel delta del Po e ignoravo che in Italia esistessero posti come questi. Quando sono arrivato qui per la prima volta, mi è parso di trovarmi in un altro stato, nel Nord Europa. Luoghi che trasmettono un senso di pace”.

Anche la rappresentazione della famiglia di Elia, tra umanità e miseria, ben descrive la vita di quei pescatori di frodo fuggiti dal delta del Danubio per cercare fortuna in quello del Po. Nella scena in cui Emilia Scarpati, in arte Anna, va a pranzo da Elia, in una fatiscente abitazione occupata, dispersa in una zona non ben precisata del Bosco della Mesola, la scena si svolge tra reti da pesca, cogolli e solo l’orecchio più attento avrà notato che tra leggendarie e avvinazzate catture di siluri giganteschi, le viene offerta “ciorba de peste”, ossia zuppa di pesce, tipico piatto a base di carpa, siluro e brema del delta del Danubio.

Questi particolari, che garantiscono dignità e rispetto alla realtà da cui si trae spunto, sono frutto dello studio condotto minuziosamente dal regista e dai suoi collaboratori, durato quasi quattro anni e attuato con sopralluoghi ed uscite sul territorio del delta, al fine di assorbirne le sensazioni, le sonorità e le storie narrate tra valli e corsi d’acqua che, dopo tanti anni, tornano protagoniste del grande schermo. Un film vero, che merita di essere visto da chi ama il fiume e da chi è interessato a conoscere una delle sue tante realtà nascoste.

L’ultima proiezione di Delta è avvenuta mercoledì 5 aprile presso il Cinema Apollo (Ferrara), ed è stata preceduta da un breve talk in compagnia delle Guardie Ittiche Volontarie che hanno ispirato il regista, appartenenti all’Unione Pescatori Estensi e ai Pirati del Po, che da anni si occupano di tutela delle acque e contrasto al bracconaggio, ma anche di altre associazioni che ripuliscono il fiume dai rifiuti quali Plastic Free, Difesa Ambientale Estense, Bulldozer Service che, insieme al pubblico di circa 100 spettatori hanno realizzato a fine serata una raccolta fondi di ben 335 euro da destinare al pagamento delle analisi sulla qualità delle acque del Po di Volano e del Burana, campionate durante fenomeni di inquinamento ambientale.