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Cimento invernale nel Po, Torino scopre l’acqua fredda

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cimento invernale nel po a torino

A Torino è cominciato il conto alla rovescia verso il cimento invernale. Come da 125 anni a questa parte, nel periodo più freddo dell’anno – stavolta la data prescelta è domenica 28 gennaio – un gruppo temerari si tuffa nel Po. Il termine “cimento”, ormai scomparso dall’italiano corrente, testimonia la durata di una tradizione che nemmeno le due guerre mondiali sono riuscite ad interrompere. In tutto questo tempo, l’unica pausa è stata quella del Covid.

Anche se gli inverni ormai non sono più come quelli di una volta, la temperatura media di gennaio a Torino non arriva a due gradi. La temperatura dell’acqua del Po è sconosciuta anche alla Rari Nantes Torino, la società di sport acquatici che organizza l’evento: ma si può ben immaginarla. Tanto per fare il confronto, la temperatura considerata ideale per la vasca da bagno è di 39 gradi. Già solo mettersi il costume da bagno in gennaio costituisce un atto che ai più sembra terribilmente autopunitivo: figurarsi il tuffo nel fiume. Eppure…

Eppure, un po’ per dar prova di coraggio e un po’ per dimostrare l’amore verso il Po, non sono mai mancati i partecipanti al cimento invernale, soprannominati orsi polari. Nel 1899 il colonnello Nino Vaudano dette per primo il buon esempio immergendosi nel fiume con un pugno di compagni. Ora c’è la coda per emularlo. Infatti i 100 posti inizialmente previsti sono diventati 150. Ma quali sensazioni si provano quando si entra nell’acqua così fredda? E perché per partecipare al cimento è necessario esibire un elettrocardiogramma recente o un certificato medico sportivo?

Il bagno ad una temperatura non lontana dallo zero fa sentire un freddo così forte che manca il respiro: bisogna però mantenerlo regolare, altrimenti sono guai. Accompagna il freddo la sensazione di punture di spilli su tutto il corpo. Ma basta riuscire a superare la cattiva impressione iniziale, affermano i cultori del bagno gelido. Essi sottolineano che l’esperienza innesca il rilascio di adrenalina e dopamina: quest’ultima è l’ormone della felicità. Ne consegue una grande e perdurante sensazione di benessere. Inoltre ci sarebbero effetti positivi sul sistema immunitario, sul tono dell’umore eccetera.

Tuttavia un bagno ghiacciato come quello del cimento invernale non va deciso alla leggera. Lo shock termico si ripercuote sul sistema cardiovascolare. I vasi sanguigni si restringono, aumenta la pressione, il cuore viene messo a dura prova: il battito può diventare irregolare o troppo lento. Donde la necessità che un medico accerti l’idoneità al tuffo.

Per il resto, chi volesse confermare o smentire a ragion veduta la sensazione di benessere che il bagno gelido porta con sé trova qui il modulo per iscriversi al cimento invernale di Torino. E’ pubblicato sul sito web di To Swim Inclusive, un’associazione che organizza corsi di nuoto ed eventi in acqua per disabili e che riceverà il ricavato della manifestazione. Bisogna scaricare il modulo, compilarlo – ci vuole anche la firma del medico che attesti l’idoneità – e spedirlo a cimentoinvernale@rarinantestorino.com. La quota di partecipazione è di 10 euro. Ritrovo alle 8,30 nella sede del Circolo Canottieri Caprera, in corso Moncalieri 22: ovviamente in riva al Po. Alle 10 il tuffo. Poi tè caldo, medaglia e vin brulé.