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Alberi nel delta del Po, quali sono i più maestosi?

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alberi del delta del po

Alberi nel delta del Po, quali sono i più maestosi? Lo stabilirà il concorso fotografico “Trova i colossi arborei”. Il Parco del Delta, che in effetti è un paradiso anche per i botanici e non solo per i birdwatchers, lo ha bandito all’inizio di questa settimana. C’è tempo fino al 31 marzo per fare pervenire le immagini, ciascuna corredata da una scheda che consente di individuare dove cresce l’esemplare. I vincitori saranno proclamati due mesi più tardi.

Tuttavia il concorso non riguarda alberi qualsiasi. E’ limitato a specie che il Parco ritiene significative perché tipiche e caratteristiche del luogo. Sono pino domestico, leccio, farnia, roverella, carpino orientale, acero campestre, olmo campestre, frassino meridionale, ontano nero, pioppo nero, pioppo bianco, salice bianco.

Come si fa ad individuare, in inverno, gli alberi di queste 12 specie? Anche volendo scattare le foto all’ultimo minuto, a fine marzo sono spuntate solo poche e piccole foglie…

Il Parco, nel testo del bando, offre suggerimenti riferiti al luogo in cui è più facile trovare maestosi alberi nel delta del Po. Il leccio e la roverella nei boschi costieri, il frassino meridionale e l’ontano nero a Punte Alberete, eccetera.

D’altro canto la silhouette del tronco e dei rami, invisibili sotto la chioma durante la bella stagione, è utile quasi quanto la forma delle foglie per identificare la specie.

Infatti le due gallerie fotografiche qui sotto mostrano gli alberi oggetto del concorso nella loro veste invernale. Certamente ciascuno di essi ha un portamento e una sagoma peculiare. Le immagini recano in didascalia il nome comune della specie e quello scientifico in latino; offrono anche un particolare con le foglie. Inoltre, nelle righe che seguono, i link rimandano per ogni specie alle schede del portale botanico Acta Plantarum, che contengono informazioni utili per l’identificazione.

Ed ecco i primi sei alberi. Il pino domestico ed il leccio non perdono le foglie durante l’inverno e sono inconfondibili. Invece farnia e roverella sono due querce “sorelle” e simili anche nel portamento. Pertanto bisogna aspettare che spuntino le foglie giovani: nel caso della roverella, sono pelose sulla pagina inferiore. Il carpino orientale è di modeste dimensioni, spesso più simile ad un arbusto che ad un albero. Infine, tutti gli aceri hanno il tronco snello: ma l’acero campestre – l’unico ammesso in concorso – ha rami sottili e coperti di peluria.

Ancora, qui sotto, gli altri sei alberi ai quali è dedicato “Trova i colossi arborei”. L’olmo campestre spicca per i rami ascendenti e quasi verticali; il frassino meridionale, per i rami disposti ad ombrello e la corteccia con un reticolo di fessure. Al contrario, la chioma dell’ontano nero finisce – per così dire – a punta. Anche il pioppo bianco e quello nero sono due specie “sorelle”: fanno la differenza sia il colore della corteccia, esattamente come suggerisce il nome comune, sia la sagoma arrotondata o allubgata. Il salice bianco ha rami ascendenti come l’olmo campestre: ma i suoi sono ben divaricati.

Le foto del concorso vanno spedite entro il 31 marzo al Parco del Delta del Po attraverso l’indirizzo email parcodeltapo@cert.parcodeltapo.it. In aggiunta, è necessario compilare la scheda allegata al bando, con dati anagrafici e non solo. In particolare, essa chiede di precisare la specie alla quale l’albero appartiene e di indicare il luogo. Dopo di che, ai vincitori – uno per ciascuna delle 12 specie – andrà la soddisfazione di veder “battezzato” l’albero con una targa recante il proprio nome e cognome.

Infine, le referenze fotografiche. Le immagini delle gallerie sono del portale Dryades dedicato alla flora italiana: pino domestico, leccio, farnia, roverella, carpino orientale, acero campestre, olmo campestre, frassino meridionale, ontano nero, pioppo nero, pioppo bianco, salice bianco.