Home Acqua e Territorio A un anno dall’alluvione i modenesi ricordano il sacrificio di Oberdan Salvioli

A un anno dall’alluvione i modenesi ricordano il sacrificio di Oberdan Salvioli

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di Gian Luigi Casalgrandi

Il 19 gennaio dello scorso anno l’argine del Secchia collassò allagando una vasta area a nord della città lasciando senza casa migliaia di modenesi, molti dei quali perdettero anche il lavoro, perché il fango aveva invaso anche numerosi capannoni industriali. Lavoro, case ed affetti persi in un attimo e purtroppo, anche una vita: Oberdan Salvioli, il 43enne scomparso tra i flutti mentre cercava, con la sua barca, assieme ai tanti “angeli del fango” di aiutare chi aveva bisogno. Nel giorno del primo anniversario, i due paesi più colpiti, Bastiglia e Bomporto, sono risorti grazie al lavoro sinergico di privati ed istituzioni. La gente è legata “al luogo natio” e si è rimboccata le maniche per fare ripartire le attività: dieci a Bomporto tra le quali il negozio di fotografia di Francesca Della Marca, che ha accolto al volo il bando del comune. A Bastiglia, invece, c’è chi è pessimista come Gian Carlo Lugli, commerciante, che è ancora in attesa dei risarcimenti e di contributi per ripartire. Mentre la Provincia di Modena fa sapere che sono state liquidate finora ai privati 397 domande per 1milione e 880mila euro (Entro gennaio dovrebbero essere liquidati altri mille pagamenti), sul tavolo delle istituzioni si dibatte ancora sul tema della messa in sicurezza dei fiumi. La Provincia di Modena ricorda che in questi 12 mesi sono già stati eseguiti importanti interventi su fiumi e canali mentre a breve interverranno sulle casse di espansione ampliando quella del Secchia. Il 19 gennaio, a 365 giorni dall’alluvione, Bastiglia ricorda Oberdan Salvioli il suo concittadino “il gigante buono” che ha sacrificato la vita per salvare quella degli altri.